Centro fisioterapico
Normale nelle prime settimane: che cosa aiuta, e quando non è il solito gonfiore.
Dopo un intervento o un trauma, come una frattura o una distorsione, il gonfiore è normale: fa parte della risposta del corpo alla lesione. Può però durare a lungo, settimane o mesi, ad esempio dopo una protesi di ginocchio, una frattura di caviglia o un intervento alla mano, e rallentare il recupero del movimento.
Muoversi: i muscoli che si contraggono spingono i liquidi verso il cuore. Anche muovere le dita dei piedi o della mano, più volte al giorno, è utile.
Sollevare la parte, soprattutto a fine giornata.
La compressione, con calze o bendaggi, quando indicata.
Il freddo, per brevi periodi, per il dolore.
Il linfodrenaggio manuale, nei gonfiori più importanti o che tardano a ridursi, come complemento alla riabilitazione.
Il gonfiore si riduce mentre si recuperano movimento e forza: per questo il lavoro procede insieme alla riabilitazione post-chirurgica.
Un polpaccio gonfio, dolente, caldo, da un lato solo, dopo un intervento o un periodo di immobilità, può essere una trombosi venosa: va controllato subito con l'ecocolordoppler. Se si aggiungono affanno o dolore al petto, si chiama il 112.
Febbre, ferita arrossata o con secrezioni: va avvisato il chirurgo.
Sotto un gesso, dolore che aumenta e dita fredde o insensibili: è un'urgenza.
In sede il linfodrenaggio è eseguito dalla Dr.ssa Sara Abbà; la valutazione vascolare è del chirurgo vascolare.
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