Centro fisioterapico
Il colpo dietro la caviglia: diagnosi precoce, intervento o stivaletto, e il recupero.
La rottura del tendine d'Achille succede di solito fra i 30 e i 50 anni, in chi fa sport nel tempo libero: padel, tennis, calcetto, basket. Nella spinta o in uno scatto si sente un colpo dietro la caviglia, come un calcio o una pallonata, a volte con uno schiocco. Subito dopo è difficile spingere sul piede e sollevarsi sulle punte.
Capita che la rottura non venga riconosciuta subito, perché si riesce ancora a camminare e a muovere la caviglia grazie ad altri muscoli. Il medico la riconosce con un test semplice, stringendo il polpaccio da sdraiati a pancia in giù: se il piede non si muove, il tendine è rotto. L'ecografia conferma la diagnosi. Va valutata presto, in pronto soccorso o dall'ortopedico, perché la cura inizia nei primi giorni.
Ci sono due strade, con risultati vicini quando sono seguite bene:
L'intervento, che sutura i due capi del tendine;
il trattamento senza intervento, con uno stivaletto e dei rialzi sotto il tallone che tengono vicini i capi del tendine, e un carico precoce e guidato.
L'intervento riduce un po' il rischio di nuova rottura, ma ha i rischi di ogni operazione. La scelta si fa con l'ortopedico, considerando l'età, lo sport, i tempi dalla rottura e la salute generale.
Le prime sei-otto settimane: stivaletto con i rialzi, che si tolgono a poco a poco, carico progressivo sul piede. In questa fase il tendine va protetto dagli allungamenti: un tendine che guarisce "lungo" lascia il polpaccio debole.
Dopo lo stivaletto: recupero del cammino normale, poi rinforzo del polpaccio, fino ai sollevamenti sulle punte su una gamba sola.
Dal quarto-sesto mese, se la forza lo permette: corsa, salti, ritorno graduale allo sport, che in genere richiede da sei mesi a un anno.
La forza del polpaccio è la parte più lenta a tornare e quella che decide il ritorno allo sport. Il lavoro prosegue in palestra riabilitativa. Sul dolore del tendine senza rottura si veda la tendinopatia achillea.
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