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La vertigine parossistica posizionale benigna è la causa più frequente di vertigine, e ha una particolarità che la distingue da quasi tutti gli altri disturbi dell'equilibrio: non si cura con i farmaci, si risolve con un movimento. Le manovre di riposizionamento durano pochi minuti, si eseguono nella stessa seduta della visita e nella maggior parte dei casi bastano una o due volte.
Dentro l'orecchio interno ci sono piccoli cristalli di carbonato di calcio, gli otoliti, normalmente fissi in una zona precisa. Quando si staccano finiscono in uno dei tre canali semicircolari, che sono i sensori dei movimenti della testa. A quel punto ogni volta che ti giri i cristalli si spostano dentro il liquido del canale e il cervello riceve l'informazione che stai ruotando quando invece sei fermo: la stanza gira.
Questo spiega perché la vertigine compare girandosi nel letto, alzandosi, guardando in alto o abbassandosi, e perché dura pochi secondi: appena i cristalli si fermano, il segnale cessa. Ed è anche il motivo per cui il problema si risolve con una manovra: si tratta di riportarli fuori dal canale, sfruttando la gravità.
Non esiste una manovra unica. Ogni canale ha la sua, e quella sbagliata non funziona o peggiora la situazione spostando i cristalli in un canale diverso: per questo la manovra terapeutica viene sempre dopo quella diagnostica, mai al posto suo.
Manovra di Dix-Hallpike: dalla posizione seduta si porta il paziente sdraiato con la testa ruotata e leggermente estesa oltre il bordo del lettino. Se il canale coinvolto è quello posteriore — il caso più comune, circa otto volte su dieci — compare una vertigine breve con un movimento caratteristico degli occhi.
Test di rotolamento supino: da sdraiati si ruota la testa a destra e a sinistra. Serve a identificare il coinvolgimento del canale laterale, che dà una vertigine più violenta e che risponde a manovre diverse.
È il movimento degli occhi, il nistagmo, a fare la diagnosi: la sua direzione dice quale canale contiene i cristalli e da che parte. Il paziente sente girare, il medico vede da dove.
Manovra di Epley, per il canale posteriore: una sequenza di quattro posizioni della testa e del tronco, ciascuna mantenuta finché la vertigine si spegne. I cristalli percorrono il canale e rientrano dove devono stare.
Manovra di Semont, sempre per il canale posteriore: un passaggio rapido da un fianco all'altro, utile quando i cristalli sono adesi alla cupola del canale e la manovra di Epley non basta.
Manovre per il canale laterale, di rotazione progressiva sul lettino, quando il test di rotolamento indica quella sede.
Si comincia dalla visita otorinolaringoiatrica, che serve anche a escludere le altre cause di vertigine. Poi si eseguono le manovre diagnostiche e, se confermano la vertigine posizionale, subito quelle terapeutiche: in tutto una ventina di minuti.
Va detto con chiarezza: durante le manovre la vertigine si ripresenta, per una decina di secondi, a volte con nausea. È previsto, ed è anzi il segno che i cristalli si stanno muovendo nella direzione giusta. Passa da sola restando fermi nella posizione.
Non serve alcuna preparazione. È utile non venire a stomaco troppo pieno e, se sai di essere soggetto a nausea, farti accompagnare: non per la guida in sé, ma perché nei primi minuti dopo la manovra si può restare un po' storditi.
Qui c'è un'indicazione che gira ancora e che vale la pena smontare: non serve dormire seduti per tre notti, portare il collare o evitare di girare la testa. Le restrizioni dopo la manovra sono state studiate: il vantaggio, se c'è, è minimo, e le linee guida non le raccomandano. Si torna alla vita normale subito.
Nei giorni successivi è frequente una sensazione di instabilità, diversa dalla vertigine: non è un fallimento della manovra, è il sistema dell'equilibrio che si ritara. Se persiste, la riabilitazione vestibolare accelera il recupero. Si fissa in genere un controllo a qualche giorno di distanza per verificare che il canale sia libero: se la manovra non ha risolto, si ripete.
La vertigine posizionale può tornare a distanza di mesi o anni: è comune e non significa che qualcosa sia andato storto. Si ripete la manovra.
Le manovre risolvono questo disturbo e solo questo. Se la vertigine dura ore, se è accompagnata da calo dell'udito o acufene, se è continua per giorni, la causa è un'altra e la visita serve proprio a distinguerla: sulla pagina delle vertigini trovi il quadro completo.
Prima delle manovre è importante segnalare al medico eventuali problemi seri del collo, interventi recenti sulla colonna cervicale, distacco di retina o patologie delle carotidi: le manovre comportano movimenti del capo, e in questi casi si sceglie una variante adatta o un percorso diverso.
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