Centro fisioterapico

Vertigini e capogiri

Vertigine posizionale, instabilità, sbandamenti: capire di quale si tratta.

"Mi gira la testa" descrive esperienze molto diverse fra loro, e distinguerle è il primo passo: perché hanno cause diverse e soluzioni diverse. C'è la vertigine vera, in cui l'ambiente ruota; c'è l'instabilità, il sentirsi insicuri sulle gambe; c'è la sensazione di testa leggera, come se si stesse per svenire. La prima è quasi sempre dell'orecchio, la seconda spesso dell'equilibrio nel suo insieme, la terza frequentemente della pressione o del cuore.

Quando andare subito in pronto soccorso

Alcune vertigini richiedono una valutazione immediata, e conviene saperlo:

Fuori da questi casi, la vertigine è quasi sempre benigna, per quanto sgradevole.

La più comune di tutte

La vertigine parossistica posizionale benigna è la causa più frequente. Ha caratteristiche riconoscibili: compare girandosi nel letto, alzandosi, guardando in alto o abbassandosi a raccogliere qualcosa; dura pochi secondi, meno di un minuto, ed è intensa, con la sensazione netta che la stanza giri.

La causa è meccanica: piccoli cristalli di carbonato di calcio, normalmente fissi in un'altra parte dell'orecchio interno, si spostano dentro uno dei canali semicircolari e li stimolano a ogni movimento della testa. Non è un problema di circolazione, non è cervicale, non è stress — anche se viene spesso attribuita a queste cause. Si risolve con manovre di riposizionamento che riportano i cristalli dove devono stare.

Schema della vertigine posizionale: i cristalli dell'orecchio interno si staccano, entrano in un canale semicircolare e la manovra li riporta al loro posto

Le manovre si eseguono qui

Nel nostro poliambulatorio le manovre le esegue lo specialista in otorinolaringoiatria, nella stessa seduta della visita. Si comincia dalle manovre diagnostiche — la manovra di Dix-Hallpike, il test di rotolamento supino — che servono a capire quale canale semicircolare contiene i cristalli: è un passaggio obbligato, perché ogni canale ha la sua manovra e quella sbagliata non funziona. Poi si esegue la manovra terapeutica corrispondente: Epley o Semont per il canale posteriore, le manovre di rotazione per quello laterale.

Durano pochi minuti e consistono in una sequenza precisa di posizioni della testa e del tronco. Durante l'esecuzione la vertigine si ripresenta per qualche secondo: è previsto, ed è anzi il segno che i cristalli si stanno muovendo. La maggior parte dei casi si risolve in una o due sedute, con un controllo a distanza di qualche giorno per verificare che il canale sia libero.

Un'ultima cosa, perché è un'indicazione che gira ancora: dopo la manovra non serve dormire seduti, portare il collare o evitare di girare la testa per giorni. Le restrizioni dopo la manovra sono state studiate: il vantaggio, se c'è, è minimo, e le linee guida non le raccomandano.

Le altre cause frequenti

Il circolo vizioso da interrompere

Chi ha avuto una vertigine tende a muovere meno la testa e a evitare le situazioni che l'hanno provocata. È comprensibile, ed è esattamente ciò che impedisce al sistema dell'equilibrio di ritararsi: il cervello si adatta solo se viene esposto agli stimoli. La riabilitazione vestibolare lavora in direzione opposta, riabituando gradualmente il sistema, e ha prove di efficacia solide nelle instabilità che restano dopo un episodio acuto.

Da chi andare

Per inquadrare l'origine del disturbo il riferimento è lo specialista in otorinolaringoiatria e audiologia; quando il sospetto è neurologico, la neurologa, che riceve anche a domicilio. Il percorso riabilitativo prosegue poi in fisioterapia.

L'instabilità che dura nel tempo, senza una vera sensazione di rotazione, è descritta nella pagina sui disturbi dell'equilibrio.

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