Centro fisioterapico
Il collo bloccato al risveglio: cosa fare, e quando non è un semplice torcicollo.
Il torcicollo acuto arriva quasi sempre all'improvviso: ci si sveglia con il collo bloccato, la testa un po' piegata o girata da un lato e un dolore che impedisce di ruotarla verso il lato opposto. È uno dei disturbi del collo più frequenti e, nella grande maggioranza dei casi, è benigno e passa da solo in pochi giorni, al massimo in una o due settimane.
La causa precisa spesso non si trova. Il dolore nasce da una piccola articolazione fra due vertebre cervicali o da un disco irritato, e i muscoli intorno si contraggono per proteggere il collo: è questa contrattura di difesa a dare la posizione storta e la sensazione di blocco. Una posizione scomoda durante il sonno, un movimento brusco o un periodo di stress possono fare da innesco. Il classico "colpo d'aria" è una spiegazione popolare: non ci sono prove che il freddo da solo lo provochi.
Muovere il collo con dolcezza, entro il dolore, più volte al giorno. Tenerlo fermo allunga i tempi.
Il caldo, con una borsa dell'acqua calda o una doccia calda, aiuta a sciogliere la contrattura.
Niente collare: non serve e rallenta il recupero.
Per il dolore, gli antidolorifici consigliati dal medico o dal farmacista, per pochi giorni.
Serve il medico, e in qualche caso subito, se:
il collo rigido si accompagna a febbre, mal di testa forte, vomito o fastidio per la luce: va escluso un problema infettivo, ed è un'urgenza;
il dolore è comparso dopo una caduta, un incidente o un colpo: prima di trattare il collo serve una valutazione medica (si veda anche il colpo di frusta);
compaiono formicolii, perdita di forza o di sensibilità a un braccio o alla mano, oppure difficoltà a camminare;
il torcicollo è in un bambino con febbre o mal di gola: va visto dal pediatra;
non migliora dopo una o due settimane, oppure torna spesso.
Il torcicollo dei neonati, presente dalla nascita o nelle prime settimane di vita, è un disturbo diverso, che segue il pediatra.
La prima seduta serve a escludere i segnali che richiedono il medico e a capire quali movimenti sono bloccati. Poi si lavora con la terapia manuale: mobilizzazioni lente e delicate delle vertebre cervicali e tecniche sui muscoli in contrattura, che spesso danno sollievo già nella stessa seduta. Si insegnano due o tre esercizi da fare a casa per mantenere il movimento recuperato. Le terapie fisiche possono affiancare, per il dolore, ma non sostituiscono il movimento.
Di solito il percorso è breve. Se il torcicollo si ripete, conviene capire perché: abitudini, postazione di lavoro, un collo già sofferente. In quel caso il percorso è quello del dolore cervicale.
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