Centro fisioterapico
Il dolore si sente all'inguine, non sul fianco: e altre cose poco note.
L'artrosi dell'anca — la coxartrosi — è una delle cause più frequenti di dolore e di limitazione dopo i cinquant'anni. Ha una caratteristica che manda fuori strada moltissime persone: non fa male dove ci si aspetta.
Il dolore della coxartrosi si sente all'inguine, spesso profondo, e frequentemente scende davanti alla coscia fino al ginocchio. Capita che il paziente arrivi dicendo "mi fa male il ginocchio" e che il ginocchio sia perfettamente sano: è l'anca che invia il dolore lì.
Il dolore sul lato esterno dell'anca, quello che si sente premendo sull'osso sporgente o sdraiandosi su quel fianco, in genere non è artrosi: è una tendinopatia dei glutei o una borsite trocanterica, un problema diverso, con una cura diversa e una prognosi in genere migliore. Distinguere i due è il primo compito della visita, e cambia tutto il percorso.
Rigidità al mattino o dopo essere stati seduti a lungo, che si scioglie in una decina di minuti camminando.
Difficoltà a mettere calze e scarpe, a tagliarsi le unghie dei piedi, a salire in macchina. È la perdita della rotazione interna, il primo movimento che l'artrosi dell'anca toglie.
Zoppia dopo una camminata lunga, distanza percorsa che si accorcia nel tempo.
Dolore che nelle fasi avanzate compare di notte e a riposo.
Il rapporto fra l'immagine e il dolore è molto più debole di quanto si creda. Ci sono anche radiografie con artrosi marcata in persone che camminano senza problemi, e persone con dolore importante e un'immagine modesta. La radiografia serve a confermare la diagnosi e a valutare l'indicazione chirurgica, non a decidere quanto dovresti stare male né a stabilire da sola quando operarsi.
È la convinzione che fa più danni: "ho l'artrosi, devo risparmiare l'anca". L'esatto contrario. La cartilagine si nutre del carico e del movimento; l'inattività indebolisce i muscoli che proteggono l'articolazione e accelera la perdita di funzione. Tutte le linee guida internazionali mettono al primo posto, prima dei farmaci e prima della chirurgia, le stesse tre cose: esercizio, controllo del peso, informazione.
L'esercizio nell'artrosi d'anca ha un effetto reale su dolore e funzione, paragonabile a quello degli antinfiammatori ma senza i loro effetti collaterali. Non è ginnastica generica: è un programma di rinforzo progressivo — abduttori, estensori, quadricipite — e di recupero della mobilità, da portare avanti con costanza per mesi, non per tre settimane. Ogni chilo in meno riduce il carico sull'anca di un multiplo, e questo è il motivo per cui il peso conta così tanto qui.
Sugli integratori di glucosamina e condroitina va detto con onestà: le linee guida non ne raccomandano l'uso, perché negli studi di buona qualità non si distinguono dal placebo.
La decisione non la prende la radiografia, la prendono insieme il paziente e l'ortopedico, e si basa su come stai: dolore a riposo e di notte che non risponde più al trattamento conservativo, distanza di cammino che si riduce progressivamente, rinuncia alle attività che contano. Quando questi elementi ci sono, la protesi d'anca è uno degli interventi con i risultati più solidi di tutta la chirurgia ortopedica.
Un punto poco noto e molto utile: arrivare all'intervento in buone condizioni muscolari accorcia il recupero dopo. La preparazione nelle settimane precedenti — la cosiddetta preabilitazione — non è tempo perso in attesa dell'operazione, è parte del risultato. Il percorso successivo è descritto nella pagina sulla riabilitazione dopo una protesi.
La valutazione distingue anzitutto l'anca da ciò che le somiglia: la borsite trocanterica, il dolore lombare che scende, una pubalgia. Poi si costruisce il programma in palestra riabilitativa, dove si lavora sul carico progressivo, affiancato dalla terapia manuale per il recupero della mobilità.
Quando il dolore è tale da impedire l'esercizio, le infiltrazioni ecoguidate dell'anca possono aprire la finestra che rende possibile la riabilitazione: l'anca è un'articolazione profonda, e infiltrarla senza guida ecografica non dà alcuna garanzia di aver raggiunto il bersaglio.
Il dolore sul fianco, invece, è spesso una tendinopatia dei glutei; nei giovani attivi il dolore all'inguine può essere un conflitto femoro-acetabolare. Se si arriva all'intervento, il recupero è descritto nella pagina sulla protesi d'anca.
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