Centro fisioterapico
Cefalea cervicogenica: quando il collo c'entra davvero, e quando no.
Esiste un mal di testa che nasce davvero dal collo. Si chiama cefalea cervicogenica, parte dalla nuca e si porta avanti verso la tempia e l'occhio, e a differenza di quasi tutti gli altri mal di testa risponde al trattamento del tratto cervicale. Il problema è che è molto meno frequente di quanto si creda, e che il mal di testa che "parte dal collo" il più delle volte è un'emicrania.
È sempre dallo stesso lato, e non cambia lato da un episodio all'altro.
Comincia nella nuca e si diffonde in avanti, verso tempia, fronte e occhio.
Si scatena o peggiora con i movimenti del collo o tenendo a lungo una posizione: il computer, la guida, il cuscino sbagliato.
Il collo si muove meno del normale, in particolare la rotazione.
Premendo su punti precisi delle prime vertebre cervicali si riproduce il mal di testa, non solo un dolore locale. È l'elemento che più di tutti orienta la diagnosi.
Quello che non la caratterizza: nausea e vomito importanti, fastidio marcato per luce e rumori, dolore pulsante che alterna i lati. Quelli sono segni di emicrania.
Nell'emicrania il dolore al collo è frequentissimo — lo riferisce la grande maggioranza di chi ne soffre, spesso come primo sintomo dell'attacco, prima ancora del mal di testa. Questo porta a una conclusione sbagliata in modo quasi automatico: "mi fa male il collo e poi mi viene il mal di testa, quindi è cervicale". Non segue. In quel caso il collo è un sintomo dell'emicrania, non la sua causa, e mesi di trattamenti sul tratto cervicale non cambieranno nulla, mentre una terapia adeguata dell'emicrania sì.
È il motivo per cui la prima cosa che serve non è una terapia, è una diagnosi. La fa il neurologo, che nel nostro poliambulatorio si occupa specificamente di cefalee e riceve anche a domicilio.
Questo va saputo da chiunque abbia mal di testa ricorrenti, e quasi nessuno lo sa: assumere analgesici più di dieci-quindici giorni al mese per qualche mese trasforma un mal di testa occasionale in un mal di testa quotidiano. Si chiama cefalea da uso eccessivo di farmaci, ed è una delle cause più comuni di cefalea cronica.
La spirale è insidiosa proprio perché ogni singola pastiglia funziona: il dolore passa, e allora la volta dopo si prende prima. Se ti riconosci in questa descrizione, il primo passo non è cambiare antidolorifico ma contare i giorni al mese in cui ne prendi uno, e portare quel numero alla visita neurologica. È un problema che si risolve, ma va riconosciuto.
Mal di testa improvviso e violentissimo, il peggiore della vita, che raggiunge il picco in pochi secondi.
Un mal di testa nuovo dopo i cinquant'anni, o che cambia carattere rispetto a quello di sempre.
Associato a febbre, rigidità del collo, confusione, disturbi della vista o della parola, debolezza di un lato.
Che peggiora da sdraiati, o al risveglio con vomito.
Comparso dopo un trauma cranico o un colpo di frusta.
Quando la diagnosi è confermata, il trattamento che ha le prove migliori è la combinazione di due cose: terapia manuale sulle articolazioni cervicali alte ed esercizio specifico per i flessori profondi del collo, i muscoli che tengono la testa in posizione e che in questi pazienti sono spesso deboli. Insieme funzionano meglio di ciascuna delle due da sola, e l'effetto si mantiene nel tempo.
Si aggiungono il lavoro sui tessuti con la terapia miofasciale e, quando le posture di lavoro sono chiaramente il fattore che scatena, la rieducazione posturale e qualche correzione della postazione. Il quadro generale del dolore al collo è nella pagina cervicale.
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