Centro fisioterapico
Non una postura perfetta da imparare: un corpo che regge le posizioni e i carichi di ogni giorno.
La rieducazione posturale – sulle prescrizioni la trovi spesso come chinesiterapia posturale o «CT posturale» – è un percorso di esercizio terapeutico che lavora su come il corpo sta e si muove nelle ore della giornata: alla scrivania, alla guida, al lavoro, nello sport. Serve a chi ha un dolore al collo o alla schiena che continua a tornare, a chi ha una curva della colonna da tenere sotto controllo e a chi, dopo un periodo di dolore o di immobilità, ha perso mobilità e resistenza.
Non è una ginnastica uguale per tutti e non è una serie di posizioni da imparare a memoria: è un programma costruito su una valutazione, che si aggiorna seduta dopo seduta e che continua a casa.
Per anni si è pensato che il dolore venisse da una postura sbagliata e che bastasse correggerla. Gli studi più recenti hanno ridimensionato questa idea: le persone con e senza mal di schiena hanno spesso posture molto simili, le piccole asimmetrie del corpo sono la regola e non l'eccezione, e una curva della colonna più o meno accentuata, da sola, spiega poco del dolore.
Contano di più due cose: quanto a lungo si resta fermi nella stessa posizione e quanto il corpo è preparato a reggere le posizioni e i carichi che la giornata gli chiede. Otto ore seduti dritti possono stancare quanto otto ore seduti storti; un collo mobile e allenato tollera bene anche la testa china sul telefono, uno rigido e debole molto meno. Per questo diciamo spesso che la postura migliore è la prossima: quella in cui ti sposti.
La rieducazione posturale, quindi, non ti insegna una posizione da tenere: ti aiuta ad avere un corpo che sta bene in tante posizioni, con la mobilità, la forza e la resistenza che servono, e a trovare le piccole variazioni che nelle tue giornate fanno la differenza. Quando invece una posizione o un movimento precisi scatenano il dolore, si lavora anche su quelli: in quel caso correggerli serve davvero.
Ha senso quando il disturbo dipende, almeno in parte, da come il corpo regge le posizioni e i carichi di tutti i giorni. Le situazioni più frequenti:
Alcuni segnali vanno valutati dal medico prima di cominciare: un dolore che non cambia con le posizioni e sveglia di notte, febbre o calo di peso senza motivo, un trauma recente, perdita di forza o formicolii che aumentano, difficoltà a trattenere urine e feci. Nei ragazzi in crescita una curva della schiena va vista dallo specialista, che la misura su una radiografia e decide il trattamento: la rieducazione posturale si inserisce nel programma indicato dallo specialista, non lo sostituisce. Nel poliambulatorio del centro ci sono le visite di ortopedia e di fisiatria.
La prima seduta è dedicata soprattutto a capire. Non si guarda solo come stai in piedi da fermo, una fotografia che dice poco, ma come ti muovi e che cosa succede al dolore quando cambi posizione.
Che cosa portare: gli esami che hai (radiografie, risonanze, referti delle visite), la prescrizione se il medico l'ha fatta, le scarpe che usi di più e un abbigliamento comodo, che lasci libere la schiena e le gambe.
Le sedute sono individuali e durano circa 40 minuti: per tutto il tempo lavori con il fisioterapista, che corregge l'esecuzione e decide quando aumentare la difficoltà. Di solito una seduta comprende:
All'inizio le sedute sono di solito una o due a settimana; poi si diradano, mentre cresce la parte che porti avanti da solo.
Il programma mette insieme tipi diversi di esercizio, in proporzioni che cambiano da persona a persona:
Una postura non cambia in ambulatorio, ma nelle ore che passi fuori. Per questo ogni fase si chiude con un programma da fare a casa: pochi esercizi, di solito da tre a cinque, che richiedono 10-15 minuti, quasi tutti i giorni. Si imparano in seduta finché li sai eseguire bene da solo, e cambiano man mano che diventano facili.
Poi ci sono le pause attive: alzarsi ogni 30-45 minuti di lavoro da seduti e fare uno o due movimenti. Durano un minuto e, per chi passa la giornata alla scrivania, fanno parte del programma quanto gli esercizi.
In seduta si parla anche di abitudini. Non esistono regole valide per tutti, ma alcune indicazioni sono utili a molte persone:
Dipende dal problema e da quanto riesci a lavorare a casa, ma ci sono tempi che è utile conoscere prima di iniziare:
A metà percorso e alla fine si ripetono le misure della prima valutazione, così vedi che cosa è cambiato. Il percorso si chiude quando sai gestire da solo gli esercizi e le eventuali ricadute. Se il dolore non migliora come previsto, è il momento di rivedere il programma o di chiedere il parere del medico.
No, si prenota al telefono o su WhatsApp senza impegnativa. Se il tuo medico ti ha prescritto la «CT posturale», portala alla prima seduta insieme agli esami: aiuta a capire da dove partire.
È una delle voci più frequenti nei referti delle radiografie del collo. Si trova spesso anche in persone senza alcun disturbo e dipende anche da come si teneva la testa al momento della lastra: da sola non spiega il dolore e non è un difetto da raddrizzare. Il lavoro si concentra su come si muove il collo e su quanto regge.
Piccole asimmetrie sono normali: quasi nessuno è perfettamente simmetrico, e molte persone con le spalle ad altezze diverse non hanno mai avuto dolore. Diventano importanti quando si accompagnano a una curva della colonna, che va misurata dallo specialista, o quando sono legate al disturbo per cui ti rivolgi a noi.
No. La scoliosi idiopatica dei ragazzi non è causata dalla postura né dallo zaino, e non si previene stando dritti. Uno zaino troppo pesante può affaticare la schiena e dare fastidio, ma non deforma la colonna. Se noti un fianco o una scapola più sporgenti, fai vedere tuo figlio dal pediatra o dallo specialista: le curve della colonna nei ragazzi vanno seguite durante la crescita.
A volte conta. Il modo in cui il piede appoggia può pesare sui dolori della pianta, del ginocchio e talvolta di anca e schiena, e l'osservazione del passo serve proprio a capirlo. Quando ha senso, insieme agli esercizi si valuta un'ortesi plantare personalizzata.
Sono attività utili per mantenersi in movimento e spesso sono la naturale prosecuzione del percorso. La differenza è il punto di partenza: in rieducazione posturale gli esercizi sono scelti dopo una valutazione, sulla base del tuo disturbo, e cambiano mentre migliori. Quando il dolore è sotto controllo, consigliamo spesso di continuare con un'attività che ti piace.
Possono dare un po' di fatica o un fastidio leggero, che passa entro il giorno dopo. Il dolore forte non serve: se un esercizio lo provoca, si modifica. Imparare a distinguere la fatica dell'allenamento dal dolore che mette in allarme è parte del percorso.
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