Centro fisioterapico

Rieducazione posturale

Non una postura perfetta da imparare: un corpo che regge le posizioni e i carichi di ogni giorno.

La rieducazione posturale – sulle prescrizioni la trovi spesso come chinesiterapia posturale o «CT posturale» – è un percorso di esercizio terapeutico che lavora su come il corpo sta e si muove nelle ore della giornata: alla scrivania, alla guida, al lavoro, nello sport. Serve a chi ha un dolore al collo o alla schiena che continua a tornare, a chi ha una curva della colonna da tenere sotto controllo e a chi, dopo un periodo di dolore o di immobilità, ha perso mobilità e resistenza.

Non è una ginnastica uguale per tutti e non è una serie di posizioni da imparare a memoria: è un programma costruito su una valutazione, che si aggiorna seduta dopo seduta e che continua a casa.

Si parte da
Una valutazione del movimento
Sedute
Individuali, da 40 minuti
A casa
Pochi esercizi, 10-15 minuti
Obiettivo
Stare bene in più posizioni

Perché non cerchiamo la postura perfetta

Per anni si è pensato che il dolore venisse da una postura sbagliata e che bastasse correggerla. Gli studi più recenti hanno ridimensionato questa idea: le persone con e senza mal di schiena hanno spesso posture molto simili, le piccole asimmetrie del corpo sono la regola e non l'eccezione, e una curva della colonna più o meno accentuata, da sola, spiega poco del dolore.

Contano di più due cose: quanto a lungo si resta fermi nella stessa posizione e quanto il corpo è preparato a reggere le posizioni e i carichi che la giornata gli chiede. Otto ore seduti dritti possono stancare quanto otto ore seduti storti; un collo mobile e allenato tollera bene anche la testa china sul telefono, uno rigido e debole molto meno. Per questo diciamo spesso che la postura migliore è la prossima: quella in cui ti sposti.

La rieducazione posturale, quindi, non ti insegna una posizione da tenere: ti aiuta ad avere un corpo che sta bene in tante posizioni, con la mobilità, la forza e la resistenza che servono, e a trovare le piccole variazioni che nelle tue giornate fanno la differenza. Quando invece una posizione o un movimento precisi scatenano il dolore, si lavora anche su quelli: in quel caso correggerli serve davvero.

Schema: non esiste una sola postura giusta; il dolore compare quando il carico della giornata supera quello che il corpo regge, e il percorso va dalla valutazione al programma a casa

A chi serve

Ha senso quando il disturbo dipende, almeno in parte, da come il corpo regge le posizioni e i carichi di tutti i giorni. Le situazioni più frequenti:

Quando prima serve il medico

Alcuni segnali vanno valutati dal medico prima di cominciare: un dolore che non cambia con le posizioni e sveglia di notte, febbre o calo di peso senza motivo, un trauma recente, perdita di forza o formicolii che aumentano, difficoltà a trattenere urine e feci. Nei ragazzi in crescita una curva della schiena va vista dallo specialista, che la misura su una radiografia e decide il trattamento: la rieducazione posturale si inserisce nel programma indicato dallo specialista, non lo sostituisce. Nel poliambulatorio del centro ci sono le visite di ortopedia e di fisiatria.

La valutazione

La prima seduta è dedicata soprattutto a capire. Non si guarda solo come stai in piedi da fermo, una fotografia che dice poco, ma come ti muovi e che cosa succede al dolore quando cambi posizione.

  1. Il colloquio. Dove e quando fa male, che cosa lo peggiora e che cosa lo calma, com'è fatta la tua giornata: il lavoro, le ore da seduto, la guida, lo sport, il sonno. Si guardano insieme gli esami che hai già fatto.
  2. L'osservazione. In piedi, da seduto e nei movimenti di tutti i giorni: piegarsi, accovacciarsi, sollevare un peso, girare la testa, alzare le braccia, camminare. Si guardano anche il passo e l'appoggio del piede.
  3. Le misure. Mobilità della colonna, delle anche e delle spalle, forza e resistenza dei muscoli del tronco, del collo e delle scapole, equilibrio, modo di respirare. Sono i valori di partenza, da confrontare più avanti.
  4. Le prove di correzione. Si cambia per qualche istante una posizione o un movimento – come stai seduto, come sollevi un peso, come porti la testa – e si osserva se il sintomo cambia. È il modo più semplice per capire quanto la postura conta nel tuo caso.
  5. Gli obiettivi. Si decidono insieme e sono concreti: stare seduto due ore senza dolore, guidare fino al mare, tornare a giocare a tennis, prendere in braccio il nipote.

Che cosa portare: gli esami che hai (radiografie, risonanze, referti delle visite), la prescrizione se il medico l'ha fatta, le scarpe che usi di più e un abbigliamento comodo, che lasci libere la schiena e le gambe.

Com'è una seduta

Le sedute sono individuali e durano circa 40 minuti: per tutto il tempo lavori con il fisioterapista, che corregge l'esecuzione e decide quando aumentare la difficoltà. Di solito una seduta comprende:

All'inizio le sedute sono di solito una o due a settimana; poi si diradano, mentre cresce la parte che porti avanti da solo.

Gli esercizi

Il programma mette insieme tipi diversi di esercizio, in proporzioni che cambiano da persona a persona:

Il programma a casa

Una postura non cambia in ambulatorio, ma nelle ore che passi fuori. Per questo ogni fase si chiude con un programma da fare a casa: pochi esercizi, di solito da tre a cinque, che richiedono 10-15 minuti, quasi tutti i giorni. Si imparano in seduta finché li sai eseguire bene da solo, e cambiano man mano che diventano facili.

Poi ci sono le pause attive: alzarsi ogni 30-45 minuti di lavoro da seduti e fare uno o due movimenti. Durano un minuto e, per chi passa la giornata alla scrivania, fanno parte del programma quanto gli esercizi.

Nella vita di tutti i giorni

In seduta si parla anche di abitudini. Non esistono regole valide per tutti, ma alcune indicazioni sono utili a molte persone:

Alla scrivania

  • Lo schermo davanti a te, con il bordo alto all'altezza degli occhi e a un braccio di distanza
  • Con il portatile, una tastiera esterna e lo schermo rialzato
  • I piedi appoggiati e la schiena sostenuta dallo schienale
  • Alzarsi spesso: per una telefonata, per prendere l'acqua

Con il telefono

  • Portare il telefono verso gli occhi, invece della testa verso il telefono
  • Per le chiamate lunghe, gli auricolari invece del telefono fra orecchio e spalla
  • Cambiare spesso posizione anche sul divano

In auto

  • Il sedile abbastanza vicino da tenere ginocchia e gomiti un po' piegati
  • Il poggiatesta all'altezza della testa e vicino alla nuca: protegge il collo in un tamponamento
  • Nei viaggi lunghi, una sosta ogni due ore

Sollevare e portare

  • Avvicinarsi al peso e tenerlo vicino al corpo
  • La schiena si può piegare: non è fragile, conta essere allenati ai carichi di tutti i giorni
  • Le borse della spesa divise fra le due mani

A letto

  • La posizione giusta è quella in cui dormi bene
  • Un cuscino che tenga il collo in linea con la schiena: più alto se dormi sul fianco, più basso se dormi a pancia in su

I ragazzi e lo zaino

  • Lo zaino su tutte e due le spalle, con gli spallacci regolati
  • Dentro solo quello che serve quel giorno
  • Muoversi e fare lo sport che piace aiuta la schiena a crescere forte

Quanto dura

Dipende dal problema e da quanto riesci a lavorare a casa, ma ci sono tempi che è utile conoscere prima di iniziare:

A metà percorso e alla fine si ripetono le misure della prima valutazione, così vedi che cosa è cambiato. Il percorso si chiude quando sai gestire da solo gli esercizi e le eventuali ricadute. Se il dolore non migliora come previsto, è il momento di rivedere il programma o di chiedere il parere del medico.

Domande frequenti

Serve la prescrizione del medico?

No, si prenota al telefono o su WhatsApp senza impegnativa. Se il tuo medico ti ha prescritto la «CT posturale», portala alla prima seduta insieme agli esami: aiuta a capire da dove partire.

Nel referto c'è scritto «rettilineizzazione della lordosi cervicale»: va corretta?

È una delle voci più frequenti nei referti delle radiografie del collo. Si trova spesso anche in persone senza alcun disturbo e dipende anche da come si teneva la testa al momento della lastra: da sola non spiega il dolore e non è un difetto da raddrizzare. Il lavoro si concentra su come si muove il collo e su quanto regge.

Ho una spalla o un fianco più alti: è un problema?

Piccole asimmetrie sono normali: quasi nessuno è perfettamente simmetrico, e molte persone con le spalle ad altezze diverse non hanno mai avuto dolore. Diventano importanti quando si accompagnano a una curva della colonna, che va misurata dallo specialista, o quando sono legate al disturbo per cui ti rivolgi a noi.

Lo zaino pesante può causare la scoliosi?

No. La scoliosi idiopatica dei ragazzi non è causata dalla postura né dallo zaino, e non si previene stando dritti. Uno zaino troppo pesante può affaticare la schiena e dare fastidio, ma non deforma la colonna. Se noti un fianco o una scapola più sporgenti, fai vedere tuo figlio dal pediatra o dallo specialista: le curve della colonna nei ragazzi vanno seguite durante la crescita.

E se il problema fosse il piede?

A volte conta. Il modo in cui il piede appoggia può pesare sui dolori della pianta, del ginocchio e talvolta di anca e schiena, e l'osservazione del passo serve proprio a capirlo. Quando ha senso, insieme agli esercizi si valuta un'ortesi plantare personalizzata.

Posso fare pilates o yoga al posto della rieducazione posturale?

Sono attività utili per mantenersi in movimento e spesso sono la naturale prosecuzione del percorso. La differenza è il punto di partenza: in rieducazione posturale gli esercizi sono scelti dopo una valutazione, sulla base del tuo disturbo, e cambiano mentre migliori. Quando il dolore è sotto controllo, consigliamo spesso di continuare con un'attività che ti piace.

Gli esercizi fanno male?

Possono dare un po' di fatica o un fastidio leggero, che passa entro il giorno dopo. Il dolore forte non serve: se un esercizio lo provoca, si modifica. Imparare a distinguere la fatica dell'allenamento dal dolore che mette in allarme è parte del percorso.

Vuoi capire se questa terapia fa al caso tuo? Non serve l'impegnativa del medico.

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