Centro fisioterapico

Stenosi del canale lombare e spondilolistesi

Le gambe pesanti camminando, che si alleggeriscono sedendosi: riconoscerla e curarla.

La stenosi del canale lombare è un restringimento dello spazio in cui scorrono le radici nervose nella parte bassa della schiena. Si forma lentamente, con gli anni: i dischi si abbassano, le piccole articolazioni fra le vertebre si ingrossano, i legamenti si ispessiscono. Per questo riguarda soprattutto chi ha superato i 60 anni.

Il sintomo tipico: le gambe che non reggono la camminata

Più del mal di schiena, la stenosi dà dolore, pesantezza, formicolio o debolezza alle gambe quando si cammina o si sta in piedi, che costringono a fermarsi. La caratteristica è il modo in cui passa: sedendosi o piegandosi in avanti, non semplicemente fermandosi in piedi. Chi ne soffre cammina meglio appoggiato al carrello della spesa, e spesso va in bicicletta senza problemi, perché con la schiena piegata in avanti il canale si allarga.

Anche un problema delle arterie può dare dolore ai polpacci camminando, e la distinzione conta: se il dolore passa fermandosi in piedi, senza bisogno di sedersi, va controllata la circolazione con il chirurgo vascolare e l'ecocolordoppler.

Schema: il canale vertebrale normale e ristretto dalla stenosi, visti dall'alto; camminando le gambe non reggono, piegati in avanti il canale si allarga; come distinguere la stenosi da un problema delle arterie

La spondilolistesi

Spesso alla stenosi si associa una spondilolistesi: una vertebra scivola in avanti rispetto a quella sotto. Dopo i 50 anni è di solito degenerativa, legata all'usura, ed è più frequente nelle donne. Nei ragazzi che fanno sport con molte estensioni della schiena, come la ginnastica, può invece derivare da una piccola frattura da stress di una vertebra. Lo scivolamento in sé non è un'emergenza e spesso resta stabile per anni.

Che cosa funziona

Nella maggior parte dei casi il primo passo è conservativo: esercizi che lavorano con la schiena in flessione e rinforzano il tronco e le anche, un programma di cammino graduale, la cyclette, la terapia manuale per il dolore e la mobilità. In uno studio che ha confrontato fisioterapia e intervento in persone candidate alla chirurgia, a due anni i risultati erano simili, anche se molti dei pazienti seguiti con la fisioterapia hanno poi scelto di operarsi. Per il dolore che persiste, i medici della terapia del dolore valutano le infiltrazioni.

L'intervento, di decompressione ed eventualmente di stabilizzazione, si valuta con il neurochirurgo quando i sintomi limitano molto la vita di tutti i giorni nonostante il percorso conservativo, o se compare una debolezza che peggiora. Dopo l'intervento il recupero continua con la riabilitazione dopo la chirurgia della colonna.

Quando è urgente

Difficoltà a urinare o perdite di urina che non si controllano, intorpidimento della zona dei genitali e dell'interno delle cosce, debolezza delle gambe che peggiora rapidamente: sono segni di una compressione grave delle radici nervose e richiedono subito il pronto soccorso.

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