Centro fisioterapico
Il dolore a metà schiena: quando è meccanico e quando va visto dal medico.
La dorsalgia è il dolore nella parte centrale della schiena, fra le scapole e lungo le vertebre dorsali. È meno frequente del dolore al collo e del mal di schiena lombare, e spesso ha cause semplici: ore seduti alla scrivania o al volante, un movimento brusco, un'articolazione fra costola e vertebra irritata, muscoli affaticati.
Più che in altre zone della schiena, il dolore fra le scapole può arrivare da organi che con la colonna non c'entrano. Per questo la prima cosa è riconoscere i segnali che richiedono il medico:
dolore con affanno, oppressione al petto, sudore freddo o nausea, oppure che compare con lo sforzo: può essere il cuore. Si chiama il 112;
dolore improvviso e lacerante che passa nella schiena: si chiama il 112;
dolore che peggiora respirando, con febbre o tosse;
dolore comparso dopo una caduta, o dopo uno sforzo minimo in una persona con osteoporosi o che prende cortisone da tempo: può essere una frattura vertebrale;
dolore bruciante a fascia lungo una costola, che dopo qualche giorno si accompagna a vescicole sulla pelle: è il fuoco di Sant'Antonio;
dolore che non cambia con i movimenti e le posizioni, presente anche di notte, con calo di peso o una storia di tumore.
Quando questi segnali non ci sono, il dolore dorsale è quasi sempre meccanico: cambia con le posizioni e con i movimenti, peggiora dopo molte ore nella stessa postura, migliora muovendosi. Di solito si sente un punto preciso fra le scapole, a volte un dolore che gira lungo una costola quando si respira a fondo o ci si gira.
Non è colpa di una "postura sbagliata" da correggere una volta per tutte: la schiena si stanca soprattutto quando resta ferma troppo a lungo, in qualunque posizione. Cambiare spesso posizione conta più che trovare quella perfetta.
La terapia manuale sulla colonna dorsale e sulle coste dà spesso sollievo rapido e sblocca i movimenti che il dolore aveva limitato. Da sola però non basta: il risultato tiene se si accompagna all'esercizio, per la mobilità del tratto dorsale e la forza dei muscoli che stabilizzano le scapole, e a qualche cambiamento nelle abitudini, come le pause dalla scrivania. Quando il disturbo si ripete o si associa a una curva accentuata della schiena, il lavoro prosegue con la rieducazione posturale e in palestra riabilitativa.
Se la schiena resta rigida al mattino per più di mezz'ora, il dolore sveglia nella seconda parte della notte e migliora con il movimento, soprattutto in una persona giovane, va considerata una causa infiammatoria: in quel caso è utile la visita del reumatologo.
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