Centro fisioterapico
Dalla visita all'esercizio con i carichi: capire perché l'osso si indebolisce e rinforzarlo.
L'osteoporosi è una malattia dello scheletro: l'osso perde massa e la sua struttura interna si assottiglia, fino a rompersi per un trauma minimo, come una caduta da in piedi o uno sforzo per sollevare un peso. Non fa male finché non si rompe qualcosa, ed è per questo che spesso la si scopre tardi, con la prima frattura. Dopo i 50 anni una donna su tre e un uomo su cinque vanno incontro, nel corso della vita, a una frattura da osteoporosi.
Da noi il percorso tiene insieme le due cose che servono: la diagnosi, con l'endocrinologo e gli esami del sangue, e l'esercizio terapeutico con i carichi, qui nel centro, nella nostra palestra riabilitativa, con un fisioterapista, in sedute individuali.
Una frattura per un trauma banale: il polso dopo una caduta in avanti, una vertebra dopo uno sforzo, il femore dopo una caduta in casa. È il segno più chiaro, e la prima frattura aumenta il rischio di quelle successive.
Perdita di altezza di qualche centimetro e schiena che si incurva: possono essere fratture vertebrali passate inosservate, che non sempre danno dolore.
Un mal di schiena improvviso, forte, nella parte centrale della schiena, dopo uno sforzo o anche senza un motivo chiaro.
Le donne dopo la menopausa, soprattutto se precoce.
Chi ha avuto la madre o il padre con una frattura di femore.
Chi prende o ha preso a lungo il cortisone, o altri farmaci che agiscono sull'osso.
Chi è molto magro, fuma, beve alcol ogni giorno, si muove poco.
Chi ha malattie che consumano l'osso: tiroide o paratiroidi che lavorano troppo, celiachia, artrite reumatoide, diabete, insufficienza renale.
L'esame che misura la densità dell'osso è la MOC (densitometria ossea con tecnica DXA), su colonna lombare e femore. Non si esegue nel nostro centro: si fa in un centro di radiologia, anche con l'impegnativa del medico di famiglia, e la si porta alla visita.
La MOC però dice quanto osso c'è, non perché manca. Per questo alla visita con l'endocrinologo si aggiungono gli esami del sangue e delle urine che cercano le cause che si possono curare: calcio, albumina e fosforo, fosfatasi alcalina, vitamina D, paratormone, funzione del rene e della tiroide, elettroforesi delle proteine, emocromo e il calcio e il sodio nelle urine delle 24 ore. Si fanno nel nostro punto prelievi, qualche giorno prima della visita.
Con la MOC, gli esami e la storia della persona, l'endocrinologo stima il rischio di frattura e decide se servono farmaci, calcio e vitamina D, e quali controlli fare nel tempo.
L'osso si rinforza quando viene caricato: il muscolo che tira e il peso che scarica sullo scheletro sono lo stimolo che lo fa costruire. Lo stimolo però deve essere abbastanza intenso. Camminare e fare ginnastica leggera fanno bene alla salute in generale, ma da soli non bastano a fermare la perdita di osso.
Lo hanno mostrato gli studi sull'allenamento con i sovraccarichi. Nel più citato, lo studio australiano LIFTMOR, donne in menopausa con osso già fragile si sono allenate per otto mesi, due volte alla settimana, con carichi progressivi e sempre seguite da un professionista: la densità della colonna e del femore è aumentata, mentre nel gruppo che faceva solo esercizi leggeri ha continuato a calare. Nessuna si è fratturata durante l'allenamento.
C'è un secondo vantaggio, altrettanto importante: più forza e più equilibrio vogliono dire meno cadute, e la maggior parte delle fratture da osteoporosi comincia da una caduta.
La valutazione. Il fisioterapista misura forza, equilibrio e rischio di caduta, e tiene conto della MOC e di eventuali fratture vertebrali: cambiano gli esercizi da evitare, non la necessità di allenarsi.
Gli esercizi. Sono quelli che caricano davvero l'osso: squat, stacchi da terra, spinte sopra la testa, esercizi per i muscoli della schiena e, quando la persona è pronta, esercizi di impatto. Si aggiungono esercizi di equilibrio.
La progressione. Si parte da carichi leggeri e da una tecnica corretta, poi il carico sale gradualmente. Si evitano i movimenti che piegano la schiena in avanti sotto carico, come gli addominali classici.
I tempi. L'osso cambia lentamente: il percorso dura almeno sei-otto mesi, due sedute alla settimana, e poi va mantenuto.
Sedute individuali, sempre con il fisioterapista: il carico si può alzare solo se qualcuno controlla la tecnica ripetizione per ripetizione.
Dopo una frattura di polso, di vertebra o di femore, la riabilitazione serve prima a recuperare movimento e autonomia, poi a prevenire la frattura successiva. Una frattura da trauma minimo è il momento giusto per fare la MOC e la visita, se non sono mai state fatte.
Il recupero dopo la frattura è descritto nella pagina sulla riabilitazione dopo una frattura e, per il polso, in quella sulla frattura del polso.
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