Centro fisioterapico

Mal di schiena e sciatica

Lombalgia, sciatica, ernia del disco: cosa fare davvero, e quando serve la visita.

Il mal di schiena è il disturbo per cui ci si rivolge più spesso al fisioterapista, e anche quello su cui circolano più idee sbagliate. Vale la pena partire da un dato che rassicura: nella grande maggioranza dei casi non c'è nulla di rotto e nulla di grave, e il dolore migliora. Quello che cambia i tempi è cosa si fa nei primi giorni e nelle settimane successive.

Quando preoccuparsi davvero

Esistono pochi segnali che richiedono una valutazione medica rapida, e conviene conoscerli per poter smettere di preoccuparsi di tutto il resto:

Fuori da questi casi, il mal di schiena comune non richiede corse al pronto soccorso.

Radiografia e risonanza: quando servono davvero

È il punto che sorprende di più. Le linee guida internazionali concordano: nel mal di schiena comune gli esami di immagine nelle prime settimane non servono, e possono fare danno. Il motivo è che protrusioni, ernie e segni di artrosi si trovano anche in moltissime persone che non hanno alcun dolore: oltre i cinquant'anni li ha più di una persona su due. Trovarli in un referto non dimostra che siano la causa del problema, ma spaventa, spinge a muoversi di meno e allunga i tempi.

La risonanza diventa utile quando il dolore persiste nonostante un percorso ben fatto, quando ci sono segni neurologici, o quando si sta valutando un intervento. In quel caso è il fisiatra o il neurochirurgo a indicarla.

Schema: il mal di schiena comune, la sciatica che scende oltre il ginocchio, e i segni in risonanza presenti anche senza dolore

Cosa fare nei primi giorni

La sciatica

Quando il dolore scende lungo la gamba oltre il ginocchio, spesso con formicolio, si parla di sciatalgia: il nervo è irritato, di solito da un'ernia o da un restringimento del canale. Fa più paura del mal di schiena semplice e in effetti è più fastidiosa, ma anche qui la storia naturale è favorevole: la maggior parte delle ernie si riassorbe spontaneamente nell'arco di qualche mese, e l'intervento resta necessario in una minoranza dei casi. La neurodinamica è la tecnica che lavora specificamente sullo scorrimento del nervo.

Il percorso da noi

La prima seduta è una valutazione: quaranta minuti in cui si ricostruisce la storia del dolore, si esaminano il movimento della colonna, la forza e la sensibilità, e si escludono i segnali d'allarme. Da lì nasce il programma, che in genere combina terapia manuale per ridurre il dolore e restituire mobilità, ed esercizio terapeutico per rimettere in efficienza i muscoli che sostengono la colonna. Il ciclo medio è di dieci sedute da quaranta minuti.

Le terapie fisiche strumentali come la tecarterapia intervengono a supporto nella fase dolorosa, non al posto del movimento. Quando il dolore è troppo intenso per lavorarci, le infiltrazioni ecoguidate sul rachide lombare — pararadicolari, quando il dolore segue il percorso di una radice — possono essere il passaggio che rende possibile la riabilitazione.

Perché torna

Il mal di schiena ha un'alta tendenza a ripresentarsi, e questo è normale: non significa che la terapia non abbia funzionato. Ciò che riduce davvero le ricadute non è una postura corretta imparata una volta, ma l'attività fisica regolare mantenuta nel tempo. È il motivo per cui il percorso si chiude con esercizi da proseguire in autonomia, e non con l'ultima seduta.

Le pagine dedicate

Alcune forme di mal di schiena hanno un percorso proprio: la sciatica e l'ernia del disco, la stenosi lombare e la spondilolistesi, l'artrosi della colonna, il dolore sacroiliaco, la cruralgia, la dorsalgia, la scoliosi, il mal di schiena in gravidanza e la riabilitazione dopo un intervento alla colonna.

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