Centro fisioterapico
Il dolore che scende lungo la gamba: riconoscerlo, i segnali di urgenza e che cosa aiuta.
La sciatica, o lombosciatalgia, è il dolore che dalla schiena o dal gluteo scende lungo la gamba, sotto il ginocchio, a volte fino al piede, spesso con formicolio o intorpidimento. Nasce da una radice del nervo sciatico irritata all'uscita dalla colonna lombare: nelle persone più giovani di solito da un'ernia del disco, dopo i 60 anni più spesso da un restringimento del canale o dei forami da cui escono i nervi (si veda la stenosi lombare).
Il dolore alla gamba è spesso più forte di quello alla schiena.
Segue una striscia precisa: dietro o sul lato della coscia e del polpaccio, fino al dorso o alla pianta del piede.
Peggiora con la tosse, gli starnuti, stando seduti a lungo, piegandosi in avanti.
Possono esserci formicolii e, a volte, debolezza del piede.
Non tutto il dolore che scende nella gamba è sciatica. Il dolore che parte dalle articolazioni della schiena o dalla sacroiliaca di solito si ferma sopra il ginocchio; il dolore al gluteo da seduti può essere un tendine; il dolore sulla parte anteriore della coscia può essere una cruralgia.
Difficoltà a urinare o perdite di urina e di feci, intorpidimento della zona genitale e dell'interno delle cosce, sintomi a tutte e due le gambe: si va subito in pronto soccorso.
Un piede che non si solleva più, che "batte" camminando, o una debolezza che peggiora di giorno in giorno: serve una valutazione medica rapida.
La storia naturale è favorevole: nella maggior parte dei casi il dolore si riduce nel giro di settimane, e spesso entro tre mesi; in una parte delle persone i disturbi durano di più, ed è lì che serve un percorso più lungo o il parere del chirurgo. Anche l'ernia, nel tempo, tende a riassorbirsi.
Restare attivi, entro il dolore, è meglio che stare a letto. Il fisioterapista cerca i movimenti e le posizioni che fanno "risalire" il dolore dalla gamba verso la schiena, un segno favorevole, e li trasforma in esercizi; lavora sullo scorrimento del nervo con la neurodinamica e sul movimento della colonna con la terapia manuale, poi sul rinforzo. Gli antidolorifici li indica il medico.
Quando il dolore è troppo forte per lavorare, le infiltrazioni ecoguidate pararadicolari della terapia del dolore possono aprire una finestra per la riabilitazione.
L'intervento, di solito una microdiscectomia, si valuta con il neurochirurgo quando c'è una debolezza importante o quando il dolore resta invalidante dopo sei-dodici settimane di percorso conservativo. Dà sollievo più in fretta, ma a un anno i risultati di chi si è operato e di chi ha seguito il percorso conservativo sono in media simili: è una scelta da fare insieme, senza fretta quando non ci sono urgenze.
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