Centro fisioterapico
Traumatica o degenerativa: quando basta l'esercizio e quando serve l'intervento.
I menischi sono due cuscinetti di fibrocartilagine a forma di mezzaluna, uno interno e uno esterno, che stanno fra femore e tibia: distribuiscono il carico e rendono il ginocchio più stabile. Le loro lesioni sono di due tipi molto diversi, e la differenza conta per la cura.
La lesione traumatica, nei giovani e negli sportivi: nasce da una torsione con il piede a terra, spesso insieme a una lesione dei legamenti (si veda il crociato).
La lesione degenerativa, dopo i 40-50 anni: il menisco si consuma con il tempo e si rompe anche per un gesto banale, come alzarsi da accovacciati. È molto frequente anche in chi non ha dolore, e spesso accompagna i primi segni di artrosi.
Dolore sulla linea dell'articolazione, all'interno o all'esterno del ginocchio, gonfiore che compare spesso il giorno dopo, dolore accovacciandosi o ruotando. A volte un "clic" o la sensazione che qualcosa si incastri. Un ginocchio che resta bloccato e non si distende più del tutto va visto presto dall'ortopedico: un frammento di menisco può essersi spostato nell'articolazione.
Diversi studi hanno mostrato che nelle lesioni degenerative l'artroscopia per togliere la parte rotta non dà risultati migliori dell'esercizio, e in alcuni casi nemmeno di un intervento simulato. Per questo il primo passo è un programma di esercizio terapeutico di alcuni mesi: rinforzo del quadricipite e dell'anca, controllo del ginocchio, ritorno graduale alle attività. L'intervento resta un'opzione per i casi con blocchi veri o che non migliorano.
Nei giovani, quando la lesione lo permette, il chirurgo cerca di suturare il menisco invece di toglierne una parte, perché conservarlo protegge il ginocchio negli anni.
Dopo la meniscectomia, cioè l'asportazione della parte rotta, il recupero è rapido: in genere qualche settimana per tornare alle attività quotidiane e un mese o due per lo sport.
Dopo la sutura i tempi sono più lunghi: per alcune settimane vanno limitati il carico e il piegamento, e il ritorno allo sport richiede in genere diversi mesi. Le indicazioni precise le dà il chirurgo.
In entrambi i casi la riabilitazione controlla il gonfiore, recupera il movimento e la forza e prepara il ritorno alle attività, fino agli esercizi in palestra riabilitativa.
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